La manovra 2026 ha esteso all’anno in corso, le assegnazioni e le cessioni agevolate dei beni ai soci e le trasformazioni agevolate in società semplici. Il riferimento è ai commi da 35 a 40 dell’articolo 1 della legge 199/2025 (mentre il comma 41 riguarda le estromissioni agevolate delle imprese individuali). L’opportunità è interessante perché, avendone i requisiti di legge, le imprese interessate potrebbero ottenere, alcuni interessanti vantaggi.
Infatti, l’eventuale reddito realizzato in relazione all’operazione agevolata prescelta, andrà tassato con un’imposta sostitutiva ridotta (8% o 10,5% per le società di comodo) rispetto a quella ordinaria e che assolve agli obblighi fiscali non solo della società ma anche dei soci. Le riserve in sospensione d’imposta annullate per effetto dell’assegnazione dei beni ai soci e quelle delle società che si trasformano in società semplici, sono assoggettate a imposta sostitutiva nella misura del 13 per cento assumendo effetto definitivo sia per la società che per i soci.
La manovra ha inoltre previsto la possibilità di affrancare le riserve in sospensione di imposta presenti al 31.12.2024 pagando un imposta sostitutiva del 10%.
L’adesione alla predetta norma agevolativa consentirà la riduzione del 50% dell’imposta di registro dovuta sui trasferimenti agevolati immobiliari e la possibilità di applicare le imposte ipocatastali in misura fissa calcolata sul valore catastale anziché quello normale, bloccando l’agenzia delle Entrate da possibili accertamenti di valore dell’immobile passato dalla sfera imprenditoriale della società a quella privata del socio senza alcun corrispettivo.
L’assegnazione è un’operazione finalizzata a scaricare, a fronte del valore degli immobili attribuiti ai soci, poste di patrimonio. Presuppone che vi sia un netto capiente e che sia rispettato il principio di proporzionalità. L’assegnazione è tendenzialmente un’operazione complessa che, data la sua natura, coinvolge inevitabilmente anche la fiscalità del socio assegnatario.
Con la cessione agevolata la società vende, applicando regole speciali, l’immobile al socio, per cui in questa operazione le questioni fiscali restano isolate al mondo della società che dovrà valutare come trattare eventuali redditi (plusvalenze o componenti positivi) o perdite (minusvalenze o componenti negativi).
Con la trasformazione agevolata, infine, la società perde fiscalmente lo status di soggetto «impresa» per diventare un «privato» con tutte le conseguenze del caso.
Le agevolazioni si applicano a condizione che le operazioni siano perfezionate entro il 30 settembre 2026 e che lo status di soci da parte dei beneficiari sia certificato alla data del 30 settembre 2025.
Altamura, lì 15 Gennaio 2026
